Costadilà, cultura della terra

L’arrivo dall’alto, da Tarzo, Vittorio Veneto, prealpi Trevigiane, è sorprendente: incuneato nell’idea delle colline del Prosecco c’è un territorio più aspro, spigoloso quasi, fatto di vigneti aggrappati alla terra, a boschi, castagne, querce, robinia. Pensi di andare in una casa vinicola e varchi la porta di un mondo che cerca nella storia il proprio futuro. Articoltura è il sottotitolo dell’azienda Costadilà, perché ci sono saperi contadini che se ne stanno andando a ramengo e sono invece pezzi di cultura e luoghi d’arte, arte di memoria, di recupero, di scrittura, di eventi che si intrecciano nella storia, di saper vivere e vivere bene. Prendo appunti mentre i gattini gironzolano tra le capre e i maiali. Non li vedi in tutti gli angoli d’Italia i porcellini spaparanzati tra fango e sole, grufolanti nel bosco, liberi e felici. E buoni, al momento giusto, all’età del macello. Sono “tramacchiati”, incrocio di prima generazione tra Cinta senese e Large white, spettacolo allo spiedo. A fianco le capre, per un recupero del pascolo di radura. L’antica casa che diventa luogo d’ospitalità, i fagioli del veneto contadino ripiantati, mangiati in insalata col radicchio, quelli di Lamon o i dimenticati Gialet, quelli delle alpi bellunesi. sì, perché la montagna è dietro, si vede ed abbraccia, là, oltre il Cansiglio. È tutto biologico o in conversione. Mentre lo dice Ernesto Cattel, vorrebbe dire è tutto come ieri, ma per tornare al futuro non al passato. Questa è la scommessa, tanti tra soci ed amici, noi incontriamo Walter Giora, Lionello Lot, poi Eros Zanon che assieme a Costadilà coltiva uve Prosecco, Verdisa, Bianchetta, Perera in vigneti eroici dove a lavorare ci vai solo a piedi. Ecco questo è il gioco, saper sognare insieme agli amici, ai giovani, alla gente di qui. I soci, quasi nessuno viene dalla terra, ma nella terra si stanno rigiocando l’idea di territorio, di accoglienza, il profumo delle patate rosse, l’orto, il miele degli apicoltori ospitati in cambio di vasetti golosi. Cinquantaquattro ettari di sogni e lo sguardo lontano. Ecco, è l’ora dell’assaggio, saltano i tappi a corona del Prosecco, il biglietto da visità di Costadilà, la cosa più distante che si possa immaginare dalle bottiglie slavate del bar sottocasa. Qui c’è il Veneto, questo Veneto bello, un pezzo della Marca Gioiosa, che sa resistere al tempo e stappa e mesce e ogni bottiglia è diversa perché vera, senza solforosa, con le bollicine che nascono sui lieviti, sul fondo, nel vetro. Spumante arcaico e contadino. In etichetta non c’è il nome del cru, ma l’altitudine del vitigno: senti i profumi del 330 metri, meglio quelli del 450, uve della Serra di Miane, due passi da Costadilà, non so, versa ancora, ogni bottiglia ha il suo numero, ogni bicchiere è uno sguardo. Sorsata lunga, bollicina felice, sentore vinoso e fruttato, retrogusto amarognolo, quasi sapido, che chiede di nuovo un bicchiere.
Michele Marziani
Questo è la prima puntata del secondo viaggio di Michele Marziani e il fotografo Marco Salzotto tra i Sovversivi del gusto, del primo si può leggere qui.





O ……
OHHHHH
OHHHHHHHHHH SI’!!!!
ma che bello! bravi…bravi!
ma fate vedere cosa stiamo facendo! a questi birichini…che fan finta di non vedere !
NOI siamo l’alternativa….schiocchini!
Ma …..avete visto le foto? ma… avete visto che stiamo tirando fuori le nocciole e le noci ed i maroni?
A PARTE SCHERZI. MICA STIAMO PARLANDO A DEI BARLAFUS…. stiamo facendo un lavoro della madonna autogestito dalle aziende, dai ristoratori che usano i prodotti dei sovversivi… mica paglia…. non dico piu’ nulla ora…ma un impegno personale cosi’… ma neanche la guida della fiat la fa……
Scritto da liloni adriano, il 27 August, 2009 at 00:11
Davvero, siete proprio bravi!
Belli i testi di Michele e meravigliose le foto di Marco.
L’ardire tuo, Adriano, fa il resto.
Bravi, bravi, bravi.
Scritto da Sergio, il 27 August, 2009 at 04:28
finalmente si riparte…bravo Liloni….attendo news…
un abbraccio dal legale sovversivo
Scritto da Cristian Mongodi, il 27 August, 2009 at 08:13
Ma davvero esiste? Io ci sono andata, a Costa di La, frazione di Tarzo il 3 settembre 2009. Non ho trovato nè gattini, nè capre, nè tantomeno maiali! Ma quel che è peggio è che lì non c’è proprio nessuno, ma nessuno nessuno. La casa c’è, ma è un cantiere (che sembra anche fermo) altro che luogo di ospitalità! Le viti sono state piantate da poco (da dove viene l’uva?)e non c’è ombra di cantina! Il vino è buonissimo, certo (lo trovo in città), ma adesso vorrei sapere dove lo fanno, e con quale uva…
Scritto da anna, il 9 September, 2009 at 14:03
bella provocazione….ti informeremo….. tieni presente che il nostro libro non e’ telefonico…ci si va’ nelle aziende e le foto non sono costruite al computer….avrai risposta ai tuoi dilemmi a breve…. :-O)
Scritto da liloni adriano, il 9 September, 2009 at 14:26
Cara Anna, io ci sono stato sia il 24 agosto per scrivere quello che ho scritto, sia il 19 luglio a presentare il mio romanzo Umberto Dei. I maiali che sono nei boschi sotto alla seconda casa sono molti di diverse taglie, entrano e escono dal bosco ma ci sono, c’erano, eccome. Il 19 luglio li ho anche mangiati: buonissimi. I vigneti appena impiantati di fianco alla casa vanno a sommarsi agli altri di proprietà a Campea di Miane e a quelli di Eros Zanon a Serra San Michele, sempre a Campea, è da lì che viene il vino prodotto in questi anni, non certo dalle vigne appena piantate. Le vigne sono antiche come puoi vedere dalla foto. Le capre il 24 agosto erano nell’altura a sinistra della casa, ma vengono spostate con i recinti elettrici per ripulire il sottobosco. Se scrivi a Costadilà senz’altro e volentieri ti accompagnano a vedere tutto. La dimensione di Costadilà è di 54 ettari, come dire un po’ più in là dei dintorni della casa:-) La casa è in ristrutturazione ed è quasi finita, gli ottimisti la vogliono completamente operativa per Natale, i pessimisti a febbraio. La base operativa, dove trovi qualcuno se non sono in giro per campi e vigne e la casina magazzino in fondo, quella sopra ai maiali.
Scritto da Michele Marziani, il 9 September, 2009 at 17:27
grazie Michele……
Scritto da liloni adriano, il 9 September, 2009 at 18:59
Ciao Ernesto! come siete messi con la vendemmia?
Sai che ti sei preso l’impegno di farmi diffondere il messaggio di Campea :”la naturalità di un terroir a km 0″. A gennaio sono in Valdobbiadene per Master sulla Tutela del Patrimonio Eno-Gastromomico nazionale. quale miglior palcoscenico per promuovere l’evento DEL TORBIDO!!! chiamami appena sono pronti i vini!
Buniz Presso DiningRoom. sappi che il 9 novembre pretendo fornitura a Mestre al City viale Garibaldi 7
Scritto da Buniz, il 25 October, 2009 at 17:58
ciao Michele e tutti!
Ecco a voi un partecipante (e organizzatore, e socio di costadilà) dell’evento del 19 luglio che scrive: confermo ad Anna la versione di Michele, costadilà è abitata. I maiali c’erano giù nel bosco, quello che non c’era più alla sera, ahilui, è stato molto apprezzato. Come il vino. I vigneti sono a Campea e a San Lorenzo, vicino all’azienda, e in questi anni sono stati piantati in azienda prosecco, bianchetta, perera. Quandi anche vitigni di antico uso e più “difficili”, ma decisamente meritevoli. Il cantiere è ancora aperto per il bellissimo alloggio che verrà, ma da qualche settimana almeno non ci sono più le impalcature. Chi avesse voglia di fare un giro per vedere ci contatti pure! All’indirizzo info@costadila.it vi risponde Cristina, se volete che vi risponda io, volentieri, chiamate il 3299030999. Un carissimo saluto a Michele e a tutti.
Scritto da Marco Boscarato, il 27 October, 2009 at 14:42