I sovversivi del gusto

4 September 2009

I formaggi di una montagna migliore

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Ad Armio Veddasca non ci arrivi per caso. E di questi posti non si può scrivere a caso. Prima c’è da risalire l’Italia, poi la montagna e incunearsi quasi in Svizzera. Il percorso sulla cartina è semplice: lago Maggiore, sponda lombarda, provincia di Varese, Luino, Maccagno, poi si gira a destra e si comincia ad inerpicarsi. Tornante dopo tornante si capisce che non si sta andando a cento chilometri da Milano, ma ad anni luce dalla modernità. Perché la montagna, almeno da mezzo secolo è quanto di più lontano e dimenticato in Italia. È la vittima di uno spopolamento grande, quasi una deportazione in nome del progresso, silenzioso, continuo, la devastazione di un mondo rurale avvenuta nell’indifferenza. In montagna non c’è industria e non c’è consumo, non su certi alpeggi scostanti, di frontiera e di confine. Non qui, in Val Veddasca. Eppure quando sei quassù e guardi sotto verso il lago Maggiore, beh, senti il respiro il mondo. Di un altro mondo. Poi ti giri e guardi loro, Desiderio Carraro e Isabella Bianchi, l’azienda Pian du Lares, che qui ci sono arrivati negli anni Settanta quando soffiava il vento delle comuni, quando la gente del posto ti guardava scuotendo la testa pensando, neanche troppo a bassa voce, “comunisti, drogati, non combineranno nulla di buono…” Invece loro venivano qui per poter avere una vita diversa, migliore, niente industria, niente consumo. E oggi di cose buone ne hanno combinate non poche e sono, assieme ad altri arrivati attraverso strade simili, l’anima della montagna, il baluardo contro lo spopolamento, la salvezza del territorio, a mille metri di quota, tutto l’anno, ad allevare capre reintroducendo, assieme ai pastori svizzeri del vicino Canton Ticino, la capre di razza nera di Verzasca, libere al pascolo, assieme alle Camosciate alpine. Poi le vacche rustiche di razza Rendena, mai un giorno di stalla, animali da carne e da latte. E i maiali che mangiano il siero di latte e i cereali buoni. E i cavalli allo stato brado… Ne nascono prodotti che hanno dentro l’anima delle Alpi, il sorriso di Desiderio il puntiglio di Isabella, la fatica di costruire qui un mondo altro, duro, ma possibile. Di averci fatto crescere i figli, di aver mantenuto forte lo spirito del tempo, la voglia di avere gente intorno, di pensare, perché fare formaggi senza cultura non è roba che vale la durezza di stare quassù. Quello che si mangia è tutto biologico, tutto a latte crudo. Il Varesott è formaggio di capra e mucca, in stile svizzero, un vento di piacere per il palato, la Formaggella del Luinese è il primo formaggio di capra che ha ottenuto la Dop. Poi ci sono i caprini anche aromatizzati, le tome, la ricotta… E ancora, i salami di capra e i salumi di maiale, tra i quali spiccano la mortadella di fegato, la pancetta lardata, il salame prealpino…
Per assaggiare basta incontrare Desiderio e Isabella nei mercati di qualità tra Varese e Milano, ma per capire occorre salire quassù e scoprire che c’è anche un agriturismo accogliente con una cucina che parla la lingua, colta, della montagna ancora viva.

Michele Marziani

Questo è una nuova puntata del secondo viaggio di Michele Marziani e il fotografo Marco Salzotto tra i Sovversivi del gusto, del primo si può leggere qui.

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10 Commenti a “I formaggi di una montagna migliore”

  1. quelle tome hanno una bella faccia!

  2. certo che tra lui e Marx….

  3. cosa facciamo consegniamo i formaggi in bandiera rossa?
    io non chiedo la tessera di partito ai produttori e neppure ai clienti…. :-O)

  4. Siamo in povertà,con sfratto e oltre 12milaeuro da dare al propietario di casa,io o un’altrosi al ginocchio e nn posso curarmi,inoltre devo assumere gli anti depressivi,i miei figli vanno a scuola con scarpe rotte e vestiti rammendati,in casa abbiamo una stufetta che funziona solo con una candeletta,siamo senza cibo,gli assistenti sociali ci passano un contributo minimo vitale x pagarci qualche bolletta,abbiamo scritto al Presidente Napolitano x cercare aiuto,e dal 5maggio 2007 che stiamo aspettando ci hanno abbandonato,come se ne fregano tg giornali ecc…..io vi chiedo aiuto a voi nonostante sia un blog,Giorgio è disposto se lo aiutate ad andare nei posti dove è possibile vendersi un rene e metà fegato x poter mangiare avere vestiti medicine e pagarci il forte debito che abbiamo,e x avere un po’ di dignita.X chiunque voglia informarsi della nostra storia x noi realta lo faccia,ma vi chiediamo AIUTO
    BATTISTON PATRIZIA INGUSCIO GIORGIO CANNAREGIO 2572 VENEZIA
    TEL 041.711040 AIUTO

  5. …………

  6. CIAO ADRIANO,CI SONO RISPOSTE X NOI;C’E’ qualcuno che ci aiuta?stiamo morendo lentamente,x chi non voglia lasciarci soli
    BATTISTON PATRIZIA INGUSCIO GIORGIO CANNAREGIO 2572 VENEZIA 30121
    TEL 041/711040
    AQUARIUS313@HOTMAIL:IT
    AIUTOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO.

  7. Natale è gia vicino manca poco,è per noi la vita si è fermata da tempo,senza che nessuno si renda conto dell’umiliazioni e discriminanza che abbiamo,eppure siamo Italiani,ma è ovvio ke la vita e il destino x noi ha fatto si di trovare porte kiuse,non importa,Buon Natale a tutti.

  8. Adriano sappiamo che tu hai un ristorante e noi abbiamo delle bottiglie che volevamo metter in vendita a causa del nostro stato.Vanno tutte dagli anni 40 ai 60 circa. qui di seguito ti metto i nomi qualora fossi interessato.

    johnnie walker black label old scotch whisky
    rosso antico aperitivo serie HN
    la china martini serie PR
    radis amaro’erbe serie RR n°259
    grand armagnac serie LX n°089
    grappa sèal benedet serie BH* n°675915
    buton crema cacao serie GN n°313
    brotto curacao brotto
    remy martin fine champagne cognac
    cora vermouth bianco serie T n°802070
    grappa nostra serie AR* n°301100
    stock crema cacao serie LI n°189

  9. la senzazione di piena liberta traspare in questo post
    e i formaggi devono essere davvero eccezionali.

  10. Ciao Andrea… il 12 settembre in Piemonte c’è il primo raduno di fine estate dei Sovversivi del gusto… ottima occasione ! ciao

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