I sovversivi del gusto

21 September 2009

La quintessenza dell’olio del Garda

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Polpenazze, Valtenesi, Garda Bresciano, angolo leggero di Lombardia, il duomo è chiaro, bianco, riflette la luce e sovrasta il piccolo paese. Dalla piazzetta davanti alla chiesa si guarda verso il lago e l’occhio incontra gli ulivi della tenuta Il Brolo: sono pettinate, ordinate, curate come in un giardino di Babilonia le piante che circondano la bella casa del Quattrocento e si mescolano ai filari di vigna. Intorno l’antico muro circonda la tenuta e racconta di un luogo che ha quasi un sapore monastico. Siamo nel cuore dell’olio del Garda, extravergine dolce e tenue per definizione, estremo nord dell’olivo. Il colpo d’occhio inquadra perfettamente le scelte di Augusto Rampa e della figlia Patrizia nella produzione dell’extravergine Il Brolo: nessun compromesso, pulizia, attenzione, lavorazione esemplare, frantoio aziendale solo per le loro olive. E si parla di 700 piante, più altre 500 impiantate da poco e non ancora produttive. È quasi un gioco l’olio per Augusto Rampa, capitano d’industria del bresciano, famiglia numerosa, sempre riunita a tavola la domenica, nella casa di Polpenazze, magari davanti allo spiedo. Ma è un gioco serissimo, portato avanti grazie anche alla caparbietà della figlia Patrizia che di quest’olio ha fatto un po’ una filosofia di vita. Ecco, qui ci si ferma un attimo a pensare, stupiti, di come non sia la prima volta che chi arriva da una storia imprenditoriale e industriale sia in grado di voler bene, quasi vezzeggiare la campagna, come se fosse necessario, vitale, un ritorno alla terra, alle radici di una civiltà contadina che spesso, al contrario, da queste radici rifugge… Ecco i pensieri si stemperano nel sorriso di Patrizia e soprattutto tra i profumi della campagna, nel fruscio del leprotto che scivola tra gli ulivi, perché qui la terra è viva, irrigata con acque di risorgive sotterranee, coltivata secondo natura… No, niente certificazione biologica, il fatto di vivere in mezzo agli ulivi, bambini compresi, è la certezza di un ambiente che si vuole intatto. Arriva a refoli, assieme alla brezza del Garda, il sentore dei rosmarini intorno alla casa, buono, potente, tanto che sembra di sentirlo in quest’olio, Il Brolo. L’incontro, la prima volta, con questo extravergine che racconta di verde e di oro a guardarlo è stato sorprendente: si è imposto al naso appena uscito dalla bottiglia, come un taglio di fieno d’estate, tenue, ma inarrestabile, supremazia di profumi, freschezza e poi la dolcezza del Garda accompagnata da un fondo piccante di erbe aromatiche, amaro di mandorla, e il pane, impertinente che ne chiede ancora. Esaltatore di sogni, frutto di 87 quintali di olive raccolte a mano, meno di 900 litri d’olio in tutto, blend di cultivar Leccino e Casaliva, in arrivo una Casaliva in purezza. Frantoio aperto durante la raccolta e la spremitura, analisi e parametri pubblicate sul sito e un sogno: una bottiglia in ogni grande ristorante di quelli dove si sente pulsare la cultura dell’olio.

Michele Marziani

Questo è una nuova puntata del secondo viaggio di Michele Marziani e il fotografo Marco Salzotto tra i Sovversivi del gusto, del primo si può leggere qui.

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14 Commenti a “La quintessenza dell’olio del Garda”

  1. grazie per questa Emozione!
    Venerdì scorso ho trascorso l’intera mattina in compagnia di queste due splendide persone,Michele e Marco che ringrazio di cuore perchè hanno saputo cogliere “la nostra essenza” ed ancor meglio l’hanno saputa raccontare ed immortalare. In bocca al lupo per questo vostro meraviglioso viaggio !

    Patrizia

  2. io il mio non e’ un grande locale ma spero di avere il tuo olio sui miei tavoli ugualmente!….

  3. Adriano il tuo invece è un grande locale e sui tuoi tavoli sono felice che ci sia anche il nostro olio proprio perchè (e rubo la frase di Michele Marziani) nel tuo ristorante si sente pulsare la cultura di ogni alimento proposto, compreso l’olio.

  4. Un grande locale o un locale grande ? :-)
    .. skerz ! ..

    Io sono una persona fortunata, uso questo olio con il rispetto che si porta ad un alimento sano ed emozionante, non un condimento.

    Lo vedo fare, ne godo quotidianamente, ne conosco tutti i pregi, vivo nella tenuta dove dimorano gli ulivi e osservo il lungo travaglio che va dalla fioritura alla frangitura.

    Un decennio fa, quando lo assaggiai per la prima volta mi sorprese, da allora ad oggi è diventato il mio termine di paragone per qualsiasi olio extravergine di oliva e grazie a questo olio io oggi so cos’è un Olio Extravergine di Oliva e… d’altro canto riconosco subito ciò che porta indegnamente ugual appellativo.

    Una volta nella vita, andrebbe provato, grazie ai ragazzi sovversivi per avrlo scovato e raccontato così bene perchè certe gioie sono fatte per essere condivise.

    Ciao
    Paolo

  5. grande o piccola che sia, è riduttivo definire “locale” la trattoria del Troglo, vista l’aria cosmopolita e internazionalista (si può ancora dire?) che vi si respira…

    :-) ))

    e anche nella mia microtavola l’olio del Brolo c’è: Patrizia oliandola of the year!

    giulo

  6. Quanta voglia di assaggiarlo mi avete fatto venire?
    Anche perché l’ultimo olio del Garda che Adriano mi fece assaggiare era da urlo (ma putroppo non ho più la bottiglia e non mi ricordo il produttore).

    Devo averne una bottiglia…
    mumble mumble mumble… dal sito meno di 6 bottiglie non si può…
    mumbme mumble mumble… sul Garda per un po’ non ci vengo…

    Esselunga? naaaaaaaa….
    E allora come si fa?
    Aiuto!

    P.S.: ad oggi continuo a consumare il favoloso Tratturello di Travaglini, sovversivo della prima ora. E ho anche l’onore di possedere una bottiglietta di Leone di Carpineto” ricavato esclusivamente da un giovane albero di cinque secoli d’età.

  7. cavolo! Marco!…se puoi contattami devo dirti cose nuove purtroppo ho perso il tuo numero….

  8. Buona sera Marco,sarà un piacere inviarle anche una sola bottiglia del nostro olio perchè lo possa assaggiare,mi faccia avere il suo indirizzo via mail; se invece pensa di venire a breve sul garda a trovare Adriano,allora sarà il bevenuto anche qui’:-)
    “Esselunga” ????? MAI

    @Giuliano ciao….. :-) questa nuova esperienza di poter condividere il nostro olio con altre persone, mi stà regalando grandi emozioni! “Oliandola” è una tua invenzione ? eheheh

    Ciao

  9. veramente mi sono limitato a declinare al femminile un termine già in uso, mi sopravvaluti… :-) )

    g.

  10. Paolo lo chiameremo grappovendolo….
    per inciso sto mettendo nei mercoledi’ “gusto di sapere” una serata dedicata all’olio.

  11. Grande Adriano, bella iniziativa… bisogna fare cultura sull’olio ed io apprezzo le persone (ristoratori,consumatori,etc) che hanno la curiosità di conoscere per poi divulgare a loro volta. Grazie quindi perchè piu’ siamo a portare un po’ di cultura e meglio si alimenterà anche la gente … :-)

  12. Purtroppo le mie precarie condizioni di salute del giorno in cui son stato a Polpenazze non mi hanno permesso la visita alla Tenuta, così come mi sarebbe piaciuto ed avrei voluto. Quel giorno però ho avuto comunque il gusto di ammirare l’ordine, la cura, le simmetrie quasi maniacali con cui vengono allevati gli olivi di Patty.

    Prometto che la prossima volta mi infilo scarpe da trekking e parto alla scoperta degli angoli nascosti alla vista… ;o)

    E nemmeno la cucina di Adriano mi son potuto godere ! Non pensare di essertela scampata, prima o poi torno e ti saccheggio la dispensa…ahahah…

    Ciao
    Cosimo

  13. Ieri ho ricevuto una bella mail dall’amico Marco Caminada che, dopo aver chiesto come poter assaggiare il nostro olio e dopo averlo degustato su piu’ pietanze mi scrive :

    Carissima Patrizia
    Colgo l’occasione del suo invito per darle il mio feedback, che tardava per mancanza di un paio di assaggi.

    Premetto che non sono un degustatore, ma un semplice consumatore.
    Ho assaggiato l’olio sull’insalata, su crudità varie, su carni bianche e rosse alla griglia, sul pane (ovviamente), sulla pasta integrale senza altri condimenti.
    Partendo dalla fine le dico che il suo olio è elegante e squisito.
    Fantastici il colore e il profumo: delicato il primo, ampio e fresco il secondo.
    Gustato sul pane, sembra di stare in un campo tagliato di fresco (per un attimo mi è anche sembrato di sentire una leggera brezza primaverile).
    Con le verdure crude, secondo me, dà il meglio di sé: ne esalta la freschezza senza mortificarne il sapore.
    Sulle carni bianche ne allarga gli aromi, senza incupirli o coprirli.
    Sulle carni rosse ne rinfresca il sapore, alleggerendolo.

    Mi rendo conto che i termini che uso sono poco professionali, ma posso solo basarmi sulle sensazioni che il suo olio mi trasmette.

    Adesso però ne devo anche parlare male ;-)
    Il salvagoccia è perfetto quando lo si versa, ma ne lascia colare sempre un po’ lungo la bottiglia. Peccato sprecarne.
    Con le carote crude non lo vedo in sintonia: non so perché ma i sapori non si fondono, sembra che litighino per primeggiare. Strano.

    In definitiva: complimenti! Elegante, raffinato, mai aggressivo. Ben lontano dagli altri olii che consumo (Umbria e Molise).
    Mi sto organizzando per venire a trovarla in occasione dei “cancelli aperti”. Sarà una bella occasione per imparare qualcosa, ma soprattutto per conoscervi.

    Ho chiesto ovviamente a Marco il consenso prima di pubblicare un suo contenuto e lo ringrazio nuovamente per l’emozione !

    Il vostro parere,le emozioni di un assaggio,le vostre sensazioni, sono per noi impagabili in termini di soddisfazione personale.

    Grazie
    Patrizia

  14. [...] E così dopo questa ricerca,parte il secondo viaggio fotografico nel mondo dell’enogastronomia che resiste; Michele Marziani e Marco Salzotto hanno girato l’Italia per lungo e per largo,per conoscere direttamente queste persone,le loro famiglie e le loro storie ed il 21 settembre 2009 sono venuti anche da noi, questo è ciò che raccontano . [...]

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