I sovversivi del gusto

4 October 2009

Vini di sabbie e di cicogne

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Bastano due passi in vigna per capire che questo è luogo di resistenza estrema: la natura contro la sciaguratezza dei tempi. Dietro a quello che Luigi Veronelli aveva definito “il tristo Lido delle Nazioni”, al di là dei camping e dei condomini, dove i lidi di Comacchio lasciano di nuovo spazio alla terra, si trova il Luogaccio. È la vigna di Mirco Mariotti a San Giuseppe di Comacchio, pianura ferrarese, lembo di territorio tra l’Emilia e la Romagna, brezza di mare su uno sputo di duna salmastra, la duna della Puia, stupenda di cisto e alianto dove la lepre, il fagiano, l’upupa, persino il colorato gruccione trovano rifugio dalla strada statale. Intorno l’insulsaggine di un turismo balneare senza futuro e la meraviglia, invece, di valli e zone umide, oasi acquatiche, tramonti spettacolari. La vigna del Luogaccio è un monumento naturale: filari lunghissimi, antichi, sostenuto da pioppi giganti, ombreggiati, distanti tra loro che un tempo tra un filare e l’altro ci si faceva l’orto, ci si piantava il grano. Vino Fortana, grappolo imponente e generoso, vitigno antico, storico, franco di piede che qui le viti vengono sostituite per propaggine, tanto la filossera, l’animaletto parassita e distruttore che obbliga all’innesto su piede americano, dalle sabbie sta lontano. Mirco, assieme alla sorella Barbara e a papà Giorgio, sono i titolari dell’azienda vitivinicola Mariotti e della Bottega del Vino di Argenta, negozio popolare, con cantina di vino sfuso che è sempre buono, scelto bene, non fa male ed è un piacere vederlo spillare. Luogo dove si produce anche la Saba, mosto cotto nel quale i Mariotti son maestri. Cantina che è frutto del fare, dell’usare le mani assieme al pensiero, dell’andare anche controcorrente: i Mariotti vivono ad Argenta in una casa di legno e mattoni, tutto recupero di altre case, mobili realizzati con tagli di botti, meraviglia del non spreco, opera manuale di Giorgio Mariotti, il papà. Questa la filosofia di partenza. Poi Mirco che ha fatto del vino un baluardo del tempo: dal Luogaccio, la vigna antica, che rappresenta i tre ettari d’eccellenza, nascono il Fortana fermo “Duna della Puia”, poi uno stupendo Fortana mosso, il “Surlié!” ottenuto tradizionalmente dalla rifermentazione in bottiglia, e persino un Fortana rosato e frizzante, il “Martin Rosé”. Ma che razza di vino è il Fortana? Ha una doc sconosciuta, anzitutto, quella del Bosco Eliceo, l’antico bosco di lecci che occupava gran parte del Delta del Po, di queste sabbie ferraresi dove oggi son quasi solo pinete. È vino simpatico e al tempo stesso scorbutico, leggermente abboccato, incredibilmente salmastro, tremendamente invitante, profumato di terra e di Adriatico, compagno dichiarato delle anguille di Comacchio (pure loro, perdinci, rischiano di scomparire), della salama da sugo ferrarese, dei brodetti di pesce. Vino in via d’estinzione: degli 8500 ettari vigna ferrarese degli anni Ottanta ne sono rimasti più o meno 500, in gran parte usati male. Per questo i Mariotti sono insieme resistenti e sovversivi. E anche un po’ folli nel far vini di pianura con risultati incredibili come il potente e salino bianco della Cicogna, uve Pignoletto da coltura biologica che provengono da Bando d’Argenta, dove nidifica la cicogna.

Michele Marziani

Questo è una nuova puntata del secondo viaggio di Michele Marziani e il fotografo Marco Salzotto tra i Sovversivi del gusto, del primo si può leggere qui.

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5 Commenti a “Vini di sabbie e di cicogne”

  1. bellissima l’alba su Comacchio….
    Mirko sembra spiritato ma va bene cosi’….:-O)
    martedi’ testeremo il pignoletto e company con Franco…

  2. Ciao Adriano, spiritato da vendemmia in effetti sì… com’è andata la vostra degustazione?
    A presto

    Mirco

  3. un grande vignaiolo, un vero amante del vino!

  4. Non vedo l’ora di vedere Mirco in azione domani, con la degustazione “musicale” a DeGustiBooks a Firenze!

  5. Ci siamo anche noi domani a Firenze, a Degustibook’s, alle 16,30 a presentare il libro Sovversivi del gusto, volume 1

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