Vini di pietra, vento dal mare

Verrebbe da dire vini di pietra, di pietra del Carso, se non fosse che in bocca sono una carezza. Carezza sferzante di mare, di sale, di Adriatico, erbe selvatiche battute dalla Bora triestina, sentori minerali, balsamici, vini di un altro mondo. Al primo sorso di Vitovska di Benjamin Zidarich ne segue un altro ancor più goloso, poi uno lungo, meditato. È allora che pensi: questo è il mio vino, il vino fatto per me, non berrò mai più nient’altro… Poi sai che non è vero, perché di vignaioli buoni ce ne sono tanti in Italia e nel mondo, ma rimani lì, impalato, a bocca aperta, sospeso di fronte a un bianco che insieme è antico vitigno dalle radici slovene, autoctono del Carso, di questo angolo di Friuli, e frutto di un lavoro senza compromessi da parte di Benjamin Zidarich, sulle alture di Prepotto, comune di Duino Aurisina, anfiteatro sul mare, vista sul castello di Duino. Vento, sole, salsedine, terra rossa rubata alla pietra e una cantina che si addentra nelle viscere della terra, vero vanto del lavoro dell’uomo, incisione e rispetto per la materia, scultura vivente, che respira nel sottosuolo. Mai vista una cantina così: rimbalza da un piano all’altro verso il centro della terra e nelle botti in penombra ti sembra di riscoprire le meraviglie dei nani di Tolkien. Cantina dal respiro secolare finita di scavare appena adesso, sintesi perfetta di tradizione e visione. Lavorazione totale per caduta, temperatura controllata solo dalla natura. Stregoneria! verrebbe da pensare se Benjamin Zidarich e sua moglie Nevenka Racman non fossero l’esatto contrario di maghi e streghe: sorriso, tenacia, gentilezza, accoglienza. I vini sono tutti da sorso lungo, infinito: grandiosa la Malvasia; profumatissimo e salino il Prulke, uvaggio bianco di Sauvignon, Vitovska e Malvasia; mirtillo e acciaio, scontroso e avvolgente, meraviglia per intenditori il Terrano, rosso profondo e spesso incompreso, sferzata di freschezza, sempre sull’onda della terra rossa battuta dai venti di mare. Friuli di confine, a pochi metri la Slovenia, dove Zidarich ha anche un vigneto, due lingue, e qualche antica e intelligente tradizione dell’impero, quello asburgico: tre volte l’anno la cantina apre per l’Osmizza, la possibilità di assaggiare e acquistare, bere vini accompagnati dai salumi di casa. Di casa perché fatti coi maiali che per obbligo il viticoltore deve allevare se vuole aprire al pubblico: un maiale ogni tanti ettolitri di vino, antico e sapiente metodo per garantire il territorio, evitare le monocolture. Così a fianco del vigneto naturale e imponente, giardino selvaggio, incredibile del Prulke, ci sono i boschi, le querce e tra gli alberi i maiali. Le stradine di polvere e sasso, i muretti a secco, pietra su pietra, accompagnano un territorio dalla storia difficile, dalla vita a volte dura e dal vino unico. Zidarich ne è l’interpretazione estrema: tutta in un bicchiere. Che non vorresti vuoto mai.
Questo è una nuova puntata del secondo viaggio di Michele Marziani e il fotografo Marco Salzotto tra i Sovversivi del gusto, del primo si può leggere qui.







be’ che dire di Beniamino…venuto a trovarmi un paio di anni fa mi ricordo la stretta di mano robusta da lavoratore della terra e nello stesso tempo lo sguardo diretto e direi quasi ingenuo nella sua apertura, una grande persona che mi pregio di tenere come particella del suo essere nella mia piccola carta vini, ecco io quando apro come oggi un suo vino , lo faccio con rito quasi sacrale, sapendo il lavoro che sta dietro a questo vino versato nel bicchiere…..ecco ritrovare un rito non solo tecnico ma di passione umana, e sorseggiare lentamente cercando di percepire la natura ed il luogo dove e’ nato……
Scritto da liloni adriano, il 9 October, 2009 at 12:27
Ma che stupenda cantina !
Adriano, alla prossima cena so cosa voglio bere, mi sono molto incuriosito
Complimenti al produttore ed ai ragazzi che come al solito con immagini e parole ne sanno cogliere l’essenza.
Ciao
Paolo
Scritto da Paolo Carlo, il 9 October, 2009 at 12:39
Come sempre Michele ha una serena maestria nel trovare le parole, con aromi aggiunti e profumi di emozioni, per farti capire quello che si deve capire e sntire quando si porta alla bocca ed al cuore un cibo sacro perchè fortemente ricco di pura energia umana. So dove trovare questo vino….Adri….. Viva i Sovversivi del gusto.
Fausto Delegà
Scritto da Fausto Delegà, il 9 October, 2009 at 14:00
@ Paoletto Carletto
Circa un anno fa Alberto qui al TEN ha fatto una serata col produttore, a cui ho partecipato…fai bene ad essere curioso, con Zidarich si parla proprio di vini della memoria secondo me ! Fantastici !
Cosimo
Scritto da Cosimo, il 11 October, 2009 at 00:24