I sovversivi del gusto

19 October 2009

Centopassi, vini buoni contro la mafia

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Quando superi Palermo e passi da Capaci, andando verso Partinico, scivoli sull’autostrada e vedi due stele, due obelischi, che ricordano l’attentato al giudice Giovanni Falcone dove oltre a lui sono morti la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. Era il 1992. Le due colonne sull’autostrada sembrano le colonne d’Ercole dello stato, ma non sai, onestamente, se la mafia stia di qua o di là. È sempre difficile distinguere, capire, così pensiamo mentre ci inoltriamo nella provincia, nell’alto Belice corleonese tra San Giuseppe Jato e, Portella della Ginestra, a vedere il lavoro della cooperativa Placido Rizzotto, della cantina Centopassi, una delle realtà che coltivano le terre confiscate ai boss mafiosi. Ecco, coinvolti dal clima, emozionati dai luoghi, cercavamo degli eroi. Abbiamo trovato invece persone che lavorano normalmente, nel tentativo di portare avanti un discorso di legalità in zone dove l’illegalità è stata (e in parte è ancora) sovrana. Dove trovare qualcuno che guidasse il trattore nel 2001 era un’impresa perché il trattore proveniva da quelli sequestrati a boss dai cognomi sinistri: Riina, Brusca, Genovese, Grizzaffi… Ti tremano le vene a sentirli, ma dovrebbero tremare ancora di più a scoprire che la cooperativa Placido Rizzotto è stata la prima a mettere in regola le persone che lavorano nelle sue terre. Ecco, la legalità, la scommessa dell’associazione Libera e delle cooperative correlate (qui, oltre alla Placido Rizzo c’è la più giovane Pio La Torre, in ricordo del deputato ucciso dalla mafia che per primo propose la confisca dei beni alla malavita organizzata). La normalità è la scommessa, raccontano Antonio Castro e Stefano Palmeri (quello che ha avuto il coraggio di rompere il cerchio e ha guidato per primo il trattore). Riuscire a lavorare i trecento ettari di terra assegnati, magari rinunciando allo stipendio per un paio d’anni perché le terre non sono di proprietà delle cooperative e quindi non garantiscono i prestiti se chiedi dei soldi alle banche. Eppure le scelte sono state da subito precise e lungimiranti: prodotti di qualità e biologici. Oggi assieme a fianco delle cooperative ci sono piccolo produttori bio che seguono gli stessi percorsi. Tutti stanno crescendo insieme. Per dare un respiro meno sinistro a questi luoghi dai quali si può guardare davvero lontano.
Tra vari prodotti (grano duro dal quale nasce un’ottima pasta, legumi, olio) realizzano anche gli ottimi vini nella cantina Centopassi. Tra tutti colpiscono il Cataratto Terre Rosse di Giabbiascio, bianco proveniente dalla sabbie rosse dell’alto Belice, da un vigneto antico dove a passeggiarci dentro sempre di camminare nel film “Salvatore Giuliano” di Francesco Rosi. Siamo a 400 metri d’altitudine, il vino che ne esce è sapido, territoriale, floreale, profondo, siciliano e al tempo stesso freschissimo. Poi il Nero d’Avola dal sorso lungo e imponente che si chiama Argille di Tagghia Via, dedicato alla memoria di Peppino Impastato e il Rocce di Pietra Longa, bianco austero da uve grillo in purezza coltivate a 500 metri d’altitudine a Pietra Longa di Monreale. Oltre a questi tre cru, ci piace segnalare il Centopassi bianco distribuito nei supermercati Coop, uno dei vini più ghiotti e convenienti che si possa trovare nella grande distribuzione.

Michele Marziani

Questo è una nuova puntata del secondo viaggio di Michele Marziani e il fotografo Marco Salzotto tra i Sovversivi del gusto, del primo si può leggere qui.
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5 Commenti a “Centopassi, vini buoni contro la mafia”

  1. Benissimo !…appena parlato con Francesco Galante! La serata siciliana, molto probabilmente si terra’ l’11 novembre da me….sono orgoglioso per la deriva positiva dell’associazione.
    Vi aspetto per le serate del mercoledi’ “Gusto di sapere”….
    28/10/2009 Serata con Michele Corti e Laura Rangoni presenteranno i loro libri sui formaggi….

  2. Per il giorno 11 sarò nuovamente in Italia. Se mi invitate e mi dite dove, vengo anch’io. E’ veramente un grande piacere vedere che alla fine i sovversivi hanno nuovamente unito l’italia. Dalla Padania alla Sicilia.

  3. Bellissima realtà e commozione pura che mi ha preso alla lettura di Michele e alla vista delle foto di Marco.
    Viva la Legalità.

  4. ciao Andrea ti risento con grandissimo piacere…..
    Maurizio piacere di conoscerti le serate di terranno alla mia osteria trattoria sede iniziale dei sovversivi del gusto…. trattoria Pegaso Gavardo brescia…e prendo spunto per lanciare un appello ai ristoratori sovversivi che hanno aderito al progetto…cosa aspettate a presentare qui tutte le vostre iniziative?
    Buona giornata a tutti,

  5. Viva il vino centopassi…..e il resto buono di questa regione…….

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