La favola rinata nell’orto

Di fronte alla meravigliosa morbidezza del coniglio grigio di Carmagnola, crolla ogni dubbio: per fortuna che le favole finiscono! Sì, chi ha avuto per le mani il primo volume dei Sovversivi del gusto non può non ricordare la fiabesca Osteria dei Sette Nani di Borgo San Dalmazzo, con i profumi di buono che uscivano da ogni pagina. Ma la favola è finita: l’Osteria dei Sette Nani ha chiuso. Come a volte capita i soci, gli amici, hanno preso strade diverse. E così la cuoca dei Sette Nani, la fatina dei fornelli, la violinista prestata alla casseruola, Daniela Marchisio, assieme a Marco Bertorello che dell’oste folletto ha le sembianze, hanno fatto un incontro davvero felice: si sono imbattuti in un orto, l’Orto del Pian Bosco, azienda agricola biologica in quel di Fossano, sempre Piemonte, sempre provincia di Cuneo. Una folgorazione tra Sovversivi del gusto che è sfociata nella nascita dell’Agriturismo dell’Orto del Pian Bosco, ristoro con le idee chiare sin da subito: materie prime aziendali, biologiche, locali o comunque provenienti da produttori amici e il più vicino possibile, prodotti del commercio equo e solidale, dei presidi Slow Food e dei Sovversivi del gusto. Tutto scritto, detto e dichiarato sul menu, ovviamente stagionale, quasi quotidiano. Il menu lo fa l’orto si legge all’ingresso, giusto perché non ci siano equivoci. Ed è proposta sostanziosa per chi ha fame, ma anche semplice, un solo piatto, per chi è di passaggio, e magari cerca solo una ricca insalata. Perché il concetto sia chiaro l’agriturismo ha un sottotitolo: insalateria.
Chi ha curiosità e appetito robusto trova pane per i suoi denti nella mano piemontese e gentile di Daniela. A partire proprio dal pane, fatto in casa. L’orto detta gli antipasti (ma qualcosa fa anche il maiale, vista la proposta di ghiotti salumi di Beppe Dho): torta di spinaci e ricotta con salsa di gorgonzola, o, altra torta possibile, di porri con toma d’Alba, flan di zucca oppure di gustosi peperoni… Lo stesso vale per i risotti, con Dolcetto mantecato al Raschera, con le zucchine e la salsiccia, o i tipici tajarin con melanzane e pomodoro, o, assai squisiti, all’agnello Sambucano, la vellutata di zucca e, a partire dall’autunno, un tripudio di cavoli di ogni genere. L’orto comanda ma non è certo un agriturismo per vegetariani (che comunque, qui, hanno di che divertirsi, cosa non comune in Piemonte). Tra i secondi svetta il coniglio grigio di Carmagnola alle erbe, ma è seguito a ruota dall’agnello Sambucano al forno e dalle carni bovine di razza Piemontese della Granda. Chiudono i dolci dove si fanno notare le torte e le crostate realizzate con le confetture di frutta dell’Orto del Pian Bosco. Interessante selezione di vini biologici con i quali brindare alla grande passione di Marco e Daniela che qui hanno tutti i numeri, anzi le verdure, per andare lontano.
Questo è l’ultima puntata del secondo viaggio di Michele Marziani e il fotografo Marco Salzotto tra i Sovversivi del gusto, del primo si può leggere qui.
Il secondo viaggio tra i Sovversivi del gusto diventerà un volume fotografico in libreria dal 10 dicembre 2009, edizioni NdaPress.






Congratulazioni non potevate scegliere una azienda migliore come ultimo punto.
In attesa di sfogliare il nuovo libro,
Un carissimo saluto Beppe
Scritto da Beppe Dho, il 9 November, 2009 at 00:35