Adriano il Lancillotto con il suo generosissimo lavoro non ha tradito le aspettative dei visitatori del 3° raduno dei SDG, anticipate benissimo da Paolo Marchi su Il Giornale di venerdì 11 luglio:
…….ci saranno produttori e ristoratori che con una condotta produttiva e lavorativa più naturale possibile cerca di sovvertire l’andazzo gustativo imposto dalla grande industria alimentare che, per i numeri che fa, non può che tentare ad una costante banalità dei sapori..in ambiente fighetta free..
Le cronache di Franco Ziliani, Tommaso Farina e le immagini fantastiche di Marco Salzotto confermano le sensazioni dell’attesa.
Dice Franco:
……Cosa ha abbondantemente giustificato il fatto che ieri sia stato, come tanti altri, al raduno? Una qualità umana, innanzitutto, dell’evento, una dimensione, colloquiale, simpatica, autoironica, divertente e divertita, dove si degustava, si assaggiava, si mangiava, si provavano cose ma sempre non dimenticandosi mai che si trattava di vino, di oli, di salumi e formaggi, non della formula magica che salverà l’umanità, e che eravamo lì per il piacere, di pancia e non solo di testa, di mangiare, bere e poi parlarne in allegria.
Qui sotto tre grandi star del raduno: il tartufo molisano di Lorenzo, il cerasuolo di Cristiana Galasso messi insieme come meglio non si può dall’abilità dello chef della strepitosa trattoria Pegaso a Soprazzocco di Gavardo (il riso ovviamente è di Carlo Zaccaria.. e di chi altro se no!).

Benissimo! Grazie!
Ora però, un pò controcorrente, con spirito assolutamente costruttivo e trasparente dico la mia.
Sul raduno e sul foodcamp reloaded.
Prima di tutto non posso non rigranziare tutti gli stoici partecipanti al foodcamp, in particolare Gianna Ferretti e Sara Maternini che più degli altri si sono adoperate per la buona riuscita del foodcamp.
Erano presenti tra gli altri l’amico dei SDG e scrittore Michele Marziani (in uscita il suo secondo romanzo), l’inviata nientemeno (!) di SlowFood Anna Dall’Ara, il solito preziosissimo e infaticabile Marco e qualche altro giornalista di cui non ricordo il nome.
Molto interessati e partecipi gli amici consumatori SDG: Marco Caminada, Emilia e Giorgio tra gli altri.
Ed i produttori SDG della c.d. prima ora?
A parte il sottoscritto, Giacomo ed Emilio dell’az. Agr. La basia ….nessun altro.
Invece molto interessati alle evoluzioni ed ai progetti (?) del gruppo sono stati, Lorenzo Gammieri, Andrea Bezzecchi di Acetaia San Giacomo, i ragazzi dell’Orto del Pian del Bosco
Si è parlato un po’ di quello che è successo nei mesi scorsi ripercorrendo la storia dei SDG che è poi…..in parte proprio la storia del blog SDG (!)
Il bilancio di questo foodcamp per quanto mi riguarda è positivo, idee nuove sono venute fuori durante la discussione ed… i viaggi di ritorno di qualcuno che, chissà , non vengano approfondite ma, per allargare un po’ il tiro:
i produttori SDG cosa hanno tratto da questo raduno?
Salutandoci domenica sera, temo che tutti, come me, non abbiano pensato e detto altro che arrivederci all’anno prossimo.
Peccato!
Se alcuni dei SDG riuscissero a controllare ed a rinunciare a parte del loro libertarismo ed altri a vincere la loro pigrizia nel comunicare le loro fantastiche vibrazioni di passione, forse davvero la forza dell’onestà e della trasparenza del loro modo di lavorare avrebbero effetti dirompenti.
Si, peccato!
Scritto da Francesco Travaglini alle 15:51, in I sovversivi, Idee e Progetti, foodcamp sdg, gli argomenti del foodcamp
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